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Note:
Questa fic partecipa al pannolino!exchange, creato dalle MPMP XD


 

Questioni di Coppia

 

Maki guardò con orrore la bambina. Oh, sì! L'aveva portato nove lunghi mesi dentro di sé, la amava, non c’erano dubbi. Per lei aveva sopportato la gravidanza, le smagliature, l’interruzione dell’attività sportiva, anche del sesso, e poi tutti i doloretti vari ed eventuali connessi all’essere in “dolce attesa”. Ah! Dolce! Si vede che era un modo di dire coniato dai maschi! Si voltò verso il ragazzone alle sue spalle, suo marito Kojiro, che in quel frangente si era decisamente rifiutato di aiutarla.
“Amore mio, non l’hai cambiata una volta da quando è nata. È vero che io ho fatto esperienza con i miei fratellini, ma credo sia giusto che tu ti prenda cura di lei!”
Stupido maschio! Farle la morale così! Oh, ovvio, anche lei si sentiva un po’ in colpa per non essersi mai presa cura in quel senso della piccola, ma c’era Kojiro! Lui si era preso cura dei suoi fratellini, sapeva come si faceva! Non c’era il rischio di accadimenti orrorifici e pericolosi, no no! Niente voli di proiettili non convenzionali, niente puzze strane, solo suo marito che si teneva a debita distanza e con abilità acquisita nel tempo sistemava con cura ed efficacia la piccola. L’aveva visto compiere gli stessi gesti un milione di volte: prima cercava di calmare la piccola, poi notava l’odore, così la stendeva sul sostegno, recuperava i pannolini – Maki non l’aveva mai visto compiere un gioco di piedi così perfetto ed elegante in campo, lo faceva solo per recuperare la cesta della bimba mentre iniziava a spogliarla - la spogliava e le levava il pannolino sporco, automaticamente gettato nel cestino blocca-puzza, come lo chiamava lui. Poi procedeva delicato, passandole le salviette in tutti i rotolini di ciccia, mentre la piccola ridacchiava beata, felice che il suo babbo la liberasse da quella roba fastidiosa. La madre di Kojiro gli aveva consigliato di usare la crema per non far seccare la pelle, al posto del talco, così lui se la arruffianava impiastricciandola tutta e facendole il solletico, mentre Maki li osservava dal vano della porta, felice che la bimba per un po’ avesse smesso di urlare disperata. Ed infine, il pannolino pulito.
Ok, ok, li aveva osservati tante volte, non poteva essere così difficile, se anche quello che veniva chiamato “la Tigre” riusciva a farlo. E poi lei era una donna, per giove, anche se brandiva una mazza in mezzo al campo! Non si sarebbe fatta superare da un maschio la cui massima espressione era “sgrunf”!
Sicura di sé, stese Mariko sulla schiena. Le levò il pigiamino, aprì gli adesivi del panno e venne assalita da una folata di odore appestante che sì, certo, si aspettava, ma non così terribile. Kojiro la sorresse e le diede una pacca sulle spalle, cercando di farle forza, ed eliminando subito il pacchetto puzzolente. Ma come fa ad essere così veloce, lui?! Provò a ripetere il gioco di gambe per recuperare il necessario per la bimba, riuscendo solo a spiaccicarsi con il suo stranamente paziente marito – il quale, bisogna dirlo, sospirò soltanto, la pazienza al limite, fortemente tentato di porre fine alla tortura – poi si inchinò, sperando che la cicciona non si lanciasse di sotto con una mossa da otaria spiaggiata. Fissò Mariko come fissava le avversarie, mentre la figlia la osservava stupita – certo, quel giorno il pannolino veniva cambiato proprio in modo strano... -, poi con le salviette iniziò a ripulirla. In definitiva, pensò Maki, una volta richiuso il sacchetto le operazioni non erano così tragiche. Kojiro prese la crema e la passò sulla sua adorata bambina, mentre sua moglie si preparava psicologicamente a metterle il panno pulito. Alzarle il sederino ciccione, posarlo sul cotone, chiuderlo ed attaccare gli adesivi senza restarne prigioniere. Missione fallita. Due dita prigioniere. Sobbalzò nel sentire le mani del marito liberarla, per poi prendere la loro figlia e mettergliela in braccio, rivolgendole un sorriso di sbieco. Anzi, non un sorriso di sbieco, il sorriso di sbieco, quello che riservava di norma solo a Wakabayashi.
“Vedi, amore? Anche tu sei in grado di cambiare un pannolino! E tu che dicevi di non essere abbastanza donna!"





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