- Dimensioni del testo +
Note iniziali dell'Autore

“Disclaimer: I personaggi, i luoghi ecc. appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright. Non ho niente a che vedere con chi detiene il copyright sui personaggi, con il creatore di una determinata serie, con il produttore o con chi si occupa del merchandise.
Non si vuole violare il Copyright in alcun modo.”



Note iniziali dell’autrice
Questa volta ho deciso di dedicarmi ad una Lily/James, anche se... non so... credo che la prossima volta tornerò con una storia su Lily e Severus XD Mi piacciono troppo *____*
Ringrazio Defender che continua a betarmi pazientemente, stavolta più del solito XDDD
Buona lettura a tutti!
Shad aka Pé

 

Popcorn

 

Se ne stava davanti allo specchio da almeno mezz’ora, cercando di sistemarsi i capelli. Remus aveva alzato gli occhi al cielo quando aveva visto cosa faceva, ma non poteva farne a meno: aveva necessità di rendere i capelli spettinati in maniera naturale e il fatto che ci dovesse pensare lui rendeva il tutto più difficile; ma la cosa più importante era l’effetto finale, ovviamente. Lily non avrebbe sospettato nulla, o almeno era meglio per lui che non capisse cosa ci stesse dietro, sapeva perfettamente quanto la faccenda ‘capelli spettinati’ le desse fastidio. Non riusciva proprio a capirla, era così sexy quando si passava la mano fra di essi, ne era certo. Del resto l’aveva conquistata alla fine… molto alla fine.
«Oh, ma guardatelo! Tutto ringalluzzito solo perché esce con Lily Evans» proferì Sirius entrando nella stanza, mentre James per l’ennesima volta cercava di sistemare diversamente la ciocca di capelli sulla fronte.
In tutta risposta, il diretto interessato gli lanciò un’occhiataccia riflessa nello specchio, senza degnarsi neppure di voltarsi per dare attenzione al suo migliore amico, che si era seduto sul letto ad osservarlo divertito.
«Potresti anche scendere dalla tua nuvoletta rosa, visto che ormai ci esci da quattro mesi e dunque non hai più motivo per comportarti come se fosse chissà quale evento…»
«Sirius, non rompere».
«Beh, del resto sei in ritardo. Magari hai già capito che la Evans non merita tutte queste attenzioni. Quando l’ho incrociata in Sala Comune sembrava parecchio irritata. È tornata a chiamarmi per cognome».
«Oh merda!»
James sfrecciò fuori dalla porta notando con la coda dell’occhio il suo migliore amico che si rotolava sul letto per le risate, mentre Remus lo rimbeccava per il comportamento tenuto. Travolse Peter lungo le scale e si scusò di sfuggita, mentre lui borbottava qualcosa, forse le sue scuse – era così servizievole – e si precipitò in Sala Comune, quasi inciampando sui suoi stessi piedi. Recuperò l’equilibrio, sfoderò il suo migliore sorriso agli studenti che lo fissavano e si guardò attorno alla ricerca della sua amata.
Non c’era.
Il panico s’impossessò di lui.
Aveva forse deciso di piantarlo a causa del suo ritardo?
Corse verso la scalinata che portava al dormitorio femminile e nonostante i suoi sette anni di tentativi gli avessero insegnato che lui lì non ci poteva salire, tentò invano di farlo, ricadendo rovinosamente nella Sala Comune, davanti agli sguardi sorpresi degli studenti. Probabilmente si stavano chiedendo perché il mitico Potter avesse ricominciato quella sceneggiata una volta conquistata la bella Lily Evans. Stava quasi per umiliarsi ancora di più urlando il suo nome, quando la ragazza comparve in cima alle scale, fissandolo perplessa.
«James, che fai lì disteso per terra?»
«Non Potter? Mi perdoni?»
«Perdonarti?» domandò la ragazza sempre più sconcertata, poi la consapevolezza di qualcosa parve coglierla. «James Potter, cos’hai fatto che io non approverei?»
«Ritardo, io…»
Il ragazzo lanciò un’occhiata al suo orologio.
Maledetto cagnaccio! Sirius gliel’avrebbe pagata cara quella volta.
«Sirius!» tentò di spiegarsi mentre la sua ragazza scendeva le scale fissandolo con cipiglio severo. «Mi ha mentito. Mi ha detto che ero in ritardo, che l’avevi chiamato per cognome, che… credevo mi avessi piantato».
Alcuni studenti in Sala Comune ridacchiarono, ma lui non ebbe neppure il tempo di lanciar loro un’occhiata per imprimersi nella testa le facce di chi lo stava prendendo in giro, in modo da vendicarsi successivamente. Era troppo concentrato su Lily, che l’aveva raggiunto senza cambiare espressione. Preso dallo sconforto si domandò se non fosse il caso di baciarle i piedi per farle capire quanto fosse dispiaciuto da quella situazione.
«Se hai finito di pulire il pavimento, pensi che tu ti possa dedicare a noi e al nostro appuntamento?»
James alzò la testa incredulo e osservò Lily che rideva, per nulla arrabbiata. Rinvigorito si rialzò di colpo, afferrò la ragazza e la baciò prendendola di sorpresa. Assaporò quel momento come se non ci dovesse essere null’altro dopo: era stato così spaventato di non poter più baciare quelle labbra, che non voleva più staccarsene. Solo quando entrambi sentirono la necessità di respirare si staccarono – anche se lui era convinto di poterne fare a meno pur di stare con lei così per sempre – e sotto gli sguardi ammiccanti di alcuni ragazzi del loro anno, uscirono fuori dalla Sala Comune.
«Allora, qual è la sorpresa?» domandò il ragazzo impaziente.
«Sorpresa».
Lily fece uno dei suoi splendidi sorrisi e s’incamminò lungo il corridoio prendendolo per mano, senza dire nient’altro e lasciandolo ancora con la curiosità addosso.
James aveva passato gli ultimi giorni a rimuginare su cosa potesse essere la cosa che la ragazza voleva fargli provare. Aveva passato in rassegna tutti i cibi che conosceva e anche quelli che non conosceva; Peter era un vero esperto in quel campo. Aveva elencato tutte le possibili attività che si potevano fare in coppia, da quelle più innocenti a quelle più perverse – c’era un giochino niente male che aveva scoperto e che le avrebbe proposto prima o poi -, ma non era riuscito a capire quale potesse essere la cosa a cui si riferiva la sua ragazza.
Immerso com’era nelle sue riflessioni, non si era reso conto che Lily l’aveva trascinato fuori dal castello, portandolo sotto uno dei grandi alberi del parco di Hogwarts. Diede un’occhiata attorno a sé, osservando tutti gli studenti che, come loro, stavano approfittando della bella giornata di sole per stare un po’ all’aperto. Notò anche Mocciosus dall’altra parte rispetto a loro, e per amore di Lily si trattenne dall’andarlo a schiantare per come guardava la sua ragazza; tuttavia gli fu chiaro che la parte squisitamente erotica della lista di cose che potevano fare non era realizzabile lì nel parco, a meno che Lily non fosse stata un’esibizionista.
«Chiudi gli occhi» gli disse sorridente.
«Mi fido?» domandò, chiudendo gli occhi e mettendosi a ridere pure lui.
Sentì le labbra della ragazza sulle sue e quello gli bastò come risposta. Per lei si sarebbe buttato nel lago a duellare con la piovra gigante, se fosse stato necessario. Quando quelle si staccarono gli sembrò che qualcosa mancasse, che lui non fosse completo. Per un attimo si preoccupò che lei lo lasciasse lì, da solo. Era uno dei suoi incubi peggiori.
«Apri la bocca».
La voce soave della ragazza lo rincuorò e fece come richiesto. Spalancò la bocca, senza riuscire a trattenersi dal ridere: doveva essere ridicolo. Sentì la ragazza ridacchiare a sua volta e prima di rendersene conto Lily gli aveva infilato qualcosa in bocca, qualcosa che non riusciva a riconoscere (possibile che Peter non conoscesse tutti i cibi sulla faccia della terra?), che aveva un sapore di cioccolata, ma che al tempo stesso non lo era.
«Cos’è?»
«Popcorn».
«Non prendermi in giro» ribatté il ragazzo spalancando gli occhi.
La ragazza teneva fra le mani un sacchetto pieno di quelli che sembravano popcorn, ma che avevano un colore cioccolatoso. Non riusciva a capire: cos’erano?
Ne prese un altro e lo osservò prima di mangiarlo. Una volta messo in bocca cercò di concentrarsi sul gusto. Sembrava dolce e allo stesso tempo salato.
Di una cosa era certo, a Remus sarebbero piaciuti. Al lupetto piaceva ogni cosa che poteva associarsi alla cioccolata.
«Cosa sono?»
«Popcorn al cioccolato».
«Non pensavo esistesse una cosa simile» disse sorpreso.
«Ero quasi certa non ci fossero nel mondo magico. Volevo farteli assaggiare, pensavo ti sarebbero piaciuti».
Notò un velo di preoccupazione e delusione nella voce della ragazza. Sfiorò le sue labbra che sapeva di cioccolata salata, e prese una mangiata di popcorn.
«Certo che mi sono piaciuti, accostamento bizzarro, ma ben riuscito» disse, mangiando un paio di popcorn per volta «Un po’ come noi» ammise.
Lily sorrise e si accoccolò accanto a lui. James le avvolse le spalle con un braccio e la baciò.
Restarono lì per il resto del pomeriggio, a mangiare popcorn al cioccolato e a parlare, ignari di ciò che accadeva attorno a loro, persi ognuno nell’altro.

 

**
Fine
**

 


Devi login (registrazione) per poter lasciare un commento.